Ultimo aggiornamento: Giovedì 2 Set. 2010 | 20:19
Cronaca | Ravanusa | 20 Lug 2010 | 10:21

Accusato di omicidio colposo, agli sgoccioli il processo al camionista ravanusano

agrigentonotizie - cronaca sicilia agrigento politica cultura regione
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di Giovanni Blanda

E’ stato rinviato al 22 settembre prossimo il processo nei confronti di Giuseppe Pendolino, il camionista di Ravanusa accusato di omicidio colposo per aver provocato la morte della diciottenne studentessa di Licata, Giuliana Pintacorona. Pendolino è difeso dall’avvocato Antonino Catania di Licata. Si è tenuta una nuova udienza davanti al giudice Ezio Damizia, al Tribunale di Agrigento, sezione distaccata di Licata.

Il giudice, che è subentrato nel processo al posto di Walter Carlisi, avrà quindi il tempo di valutare quanto prodotto durante il dibattimento e di ammettere, qualora venisse richiesto, nuove prove. Nelle scorse udienze erano stati sentiti i periti: per la parte civile l’ingegnere Emanuele Alescio, per l’imputato gli ingegneri Mattia Sillo e Matteo Romano. Il processo è ormai alle battute conclusive ma ancora per la sentenza ci saranno almeno altre tre udienze. L’incidente mortale si era verificato nel novembre del 2006 all’incrocio tra il ponte Federico II e via Umberto I, nei pressi della via Giarretta a Licata, dove ha sede il tribunale licatese. Il camionista di Ravanusa si è detto estraneo ai fatti e che non si sia trattato di tamponamento, mentre la famiglia Pintacorona chiede che venga fatta luce sull’esatta dinamica dell’incidente in cui ha perso la vita la giovanissima Giuliana che quella mattina stava per recarsi a scuola, al liceo "Linares", in motorino.