Accusato di omicidio colposo, parte il processo per il camionista ravanusano
di Giovanni Blanda
Sul banco degli imputati il ravanusano Giuseppe Pendolino, l'autotrasportatore accusato di omicidio colposo per avere provocato, nel mese di novembre di quattro anni addietro, la tragica morte di Giuliana Pintacorona, una studentessa di Licata. Il processo a suo carico comincerà il 3 marzo prossimo, presso il Tribunale di Agrigento, sezione staccata di Licata. Il ravanusano è difeso dall’avvocato Antonino Catania, mentre la famiglia Pintacorona si è costituita parte civile, affidando la propria difesa all’avvocato Angelo Balsamo.
Nell’ultima udienza è stato sentito dal giudice monocratico, Walter Carlisi, che conta di emettere la sentenza prima del suo trasferimento ad altra sede, vale a dire entro la fine del mese di marzo, il comandante del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Licata, il luogotenente Salvatore Manuello, il quale ha illustrato i dettagli del verbale effettuato dai militari dell’Arma, subito dopo l’indicente che si è verificato a Licata, all’incrocio tra il ponte Federico II e la via Umberto I.
E’ stato anche sentito il perito dell’accusa, l’ingegnere Pietro Minacapilli, mentre restano da interrogare l’ingegnere Alesci, nominato dalla parte civile, l’ingegnere Edoardo Romano, di Palermo, e l’ingegnere Mattia Silla, di Pavia, che è perito dell’imputato. Il camionista ravanusano avrebbe commentato che è estraneo ai fatti, mentre la famiglia lesa chiede che venga fatta luce sull’esatta dinamica dell’incidente.